Granfondo del Tanagro

Granfondo del Tanagro

La Granfondo del Tanagro, in programma per il prossimo 10 luglio sulle strade del Vallo di Diano e della vicina Basilicata, non è soltanto una man

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La Granfondo del Tanagro, in programma per il prossimo 10 luglio sulle strade del Vallo di Diano e della vicina Basilicata, non è soltanto una manifestazione sportiva dall’elevato tasso
tecnico. La gara ciclistica, organizzata per il terzo anno consecutivo dall’A.S.D. Ciclo Team Tanagro, è innanzitutto un’occasione irripetibile per conoscere e scoprire le bellezze di una terra
appartata – il Vallo sorge all’estremo sud della Campania – ma non per questo meno intrisa di storia e di fascino. Un connubio che il percorso della Granfondo restituirà fedelmente ai partecipanti,
pedalata dopo pedalata.

 

Dopo il via da San Pietro al Tanagro – località fondata dai conti di Caggiano nel XII secolo – ed il transito per Sant’Arsenio, di cui si segnala il grazioso Borgo Serrone, la carovana raggiungerà
l’abitato di Polla. Le tracce della presenza romana – attestate dal celebre Elogium Pollae, un’iscrizione risalente al 150 a.C. circa che documentava i lavori di costruzione della via Annia –
s’intrecciano con il ricco patrimonio di chiese e monasteri, su tutti il convento di Sant’Antonio, fondato nella prima metà del XVI secolo.

 

Una volta attraversata Atena Lucana scalo, la corsa farà tappa a Sala Consilina, il comune più importante e popoloso del Vallo di Diano. Di origine medievale, il nucleo antico di Sala Consilina
reca nitida testimonianza del suo glorioso retaggio nobiliare: al primo Settecento risalgono i palazzi delle famiglie Acciari, Bove, Grammatico e Castrataro-Tieri. Nell’area orientale del paese sorge la splendida Grancìa di San Lorenzo, costruita nel corso del Cinquecento per curare l’amministrazione dei beni posseduti dalla vicina Certosa di San Lorenzo ed oggi sede della biblioteca e dell’antiquarium comunale.

 

Lasciata la statale 19 al chilometro 32, la corsa si dirigerà verso Padula. Poco prima di addentrarsi nel centro cittadino, agli occhi dei cicloamatori si parerà davanti il maestoso complesso certosino. Fondato nel 1306 dal conte di Marsico, Tommaso Sanseverino, il monastero si articola in una Domus inferior – che ospitava le abitazioni dei certosini e gli edifici di servizio – ed una Domus superior, nella quale erano allocate le celle dei monaci. Nel 1998, la Certosa di San Lorenzo è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità. A breve distanza dall’abitato di Padula sorge il battistero di San Giovanni in Fonte. Eretto in età paleocristiana, il battistero è formato da un’aula a pianta quadrangolare al cui interno scorre una fonte d’acqua perenne. Il nucleo urbano ospita infine la casa-museo che diede i natali a Joe Petrosino, il poliziotto italo-americano che consacrò la propria vita alla lotta contro la mafia.

 

A metà tracciato, i cicloamatori imboccheranno la provinciale 273 che mette in comunicazione Padula con i centri dell’alta Val d’Agri, in provincia di Potenza. Merita senz’altro una visita il centro
storico di Tramutola, all’interno del quale sono state girate alcune sequenze del film Basilicata coast to coast, diretto ed interpretato da Rocco Papaleo.
Rientrata in territorio campano, la gara attraverserà le frazioni montane e l’abitato di Montesano sulla Marcellana. Al centro del paese si ergono i due campanili della Chiesa di Sant’Anna, dallo stile apparentemente neo-gotico ma costruita in realtà alla fine degli anni Cinquanta del Novecento.

 

Prima di rientrare a valle, i corridori potranno ammirare l’abbazia di Santa Maria di Cadossa. Fondato nel XI secolo, il monastero subì significative modifiche nei primi anni del Cinquecento,
allorchè divenne un possedimento della Certosa di San Lorenzo. Percorsa per qualche chilometro la statale 19, la Granfondo transiterà per Silla di Sassano. Agli amanti della natura è fortemente consigliata una visita alla pregevole Valle delle Orchidee. Ricadente nel perimetro del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni, quest’area naturale custodisce oltre 180 specie di orchidee selvatiche.

 

Prima dell’epilogo sulle strade di San Pietro al Tanagro, la corsa attraverserà le località che sorgono ai piedi di Teggiano, il museo a cielo aperto del Vallo di Diano. Adagiato su una collina che
domina l’intera vallata, il centro cittadino è impreziosito dal sontuoso castello Macchiaroli. Di origine normanna, il castello fu ristrutturato ed ampliato dalla famiglia Sanseverino negli ultimi
anni del XV secolo. Nelle vicinanze della piazza principale del paese, si staglia la chiesa di Santa Maria Maggiore, il cui impianto risale ai primi secoli dell’era cristiana. In larga parte ricostruita a seguito del violento terremoto che colpì il Diano nel dicembre 1857, essa è assurta al rango di cattedrale della diocesi di Teggiano-Policastro. Tra i luoghi di culto più antichi presenti nel centro antico spicca la chiesa di San Michele Arcangelo, innalzata nel XII secolo sulle vestigia di una preesistente basilica altomedievale.

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