Bruxelles si prepara a scrivere, per la prima volta nella propria storia, una Strategia Europea per il Turismo Sostenibile, attesa per ottobre di quest’anno. Ma quando il Consiglio dell’Unione Europea ha pubblicato lo scorso ventotto maggio le proprie conclusioni preparatorie, il cicloturismo è comparso una sola volta in diciotto pagine di documento, un numero che la Federazione Europea dei Ciclisti considera clamorosamente sproporzionato rispetto al peso reale del settore.
Il testo, intitolato Costruire un turismo sostenibile e competitivo per il futuro, invita gli Stati membri a promuovere collegamenti multimodali e transfrontalieri per il turismo, includendo treni, autobus, traghetti e finalmente anche la bicicletta, comprese le soluzioni per l’ultimo miglio verso destinazioni remote e aree rurali. Un riconoscimento accolto con favore dalla Federazione, che però ricorda subito un limite: la responsabilità di trasformarlo in realtà non può ricadere solo sui singoli Stati membri, serve una regia comune a livello europeo.
Leggendo tra le righe, il documento tocca altri due nervi scoperti del cicloturismo, senza però mai nominarlo per esteso. Da un lato la diversificazione dei prodotti turistici e il rafforzamento delle filiere economiche locali, dall’altro la transizione verde, con un chiaro invito a spostarsi verso forme di turismo più rigenerative, capaci di restituire qualcosa alla natura e ai territori attraversati invece di consumarli soltanto. Due terreni su cui il viaggio in bicicletta si inserisce quasi da solo, secondo l’analisi della Federazione.
Le prospettive, però, restano più incoraggianti di quanto suggerisca il conteggio delle pagine. Durante il dialogo europeo sui giovani e il turismo organizzato a maggio dal commissario Apostolos Tzitzikostas, alla domanda diretta sul ruolo della bicicletta e della rete EuroVelo, la risposta della Commissione non ha lasciato spazio a dubbi: esiste già un capitolo dedicato alla bicicletta all’interno della futura strategia, descritta come uno dei mezzi di trasporto migliori in assoluto e una componente importante del turismo europeo.
La Federazione Europea dei Ciclisti, che dal 2025 partecipa attivamente alle consultazioni preparatorie insieme alla neonata Active Tourism Coalition, guarda ora ai prossimi mesi come a un banco di prova decisivo. Prima la conferenza Velo-city di Rimini, poi quella EuroVelo e Cicloturismo di Utrecht, tra fine settembre e inizio ottobre: due appuntamenti dove capire se quella singola riga tra diciotto pagine diventerà finalmente un capitolo vero, o resterà solo una buona intenzione messa agli atti.











