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Davide Cassani al governo “fateci tornare in bicicletta”

Gli italiani oramai sono stufi di rimare in casa, da settimane, per contenere la diffusione del coronavirus. Il popolo italiano chiede al governo di allentare le misure restrittive per consentire di nuovo di tornare alla normalità.Si chiede anche di torna in bicicletta, rispetto le distanze di sicurezza indicata dagli esperti. “Io per primo ho invitato al rispetto delle misure drastiche, ma ora abbiamo raggiunto il limite” Lo afferma il CT della nazionale italiana di ciclismo su Facebook. Davide Cassani nel suo lungo post su Facebook afferma anche che era il primo ha chiedere di rispettare le regole che venivano dal governo, in quel periodo di massima emergenza. Ma adesso, che l’emergenza è passata, chiede al governo di farci tornare in bicicletta. Poi avverte ” ormai siamo cani tenuti al guinzaglio e questo guinzaglio si è fatto corto e stretto al collo, per cui intorno a noi ci manca lo spazio, ci manca l’aria. Cari governati sottolineando che non è solo una domanda legata all’esigenza delle persone di muoversi e di spostarsi. Questa esigenza viene dall’anima umana che ha bisogno di qualcosa che ci scaldi il cuore e questo qualcosa si chiama libertà “. Cassani termina il suo lungo post su Facebook dicendo che non c’è nessun pericolo praticare lo sport in solitaria come la bicicletta, che anzi può portare solo dei benefici alla nostra salute. L’Oms dice che l’attività fisica è fondamentale , lo sport fa bene alla salute , lo facciamo da soli,”Ce la facciamo?”

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Commenti

  • Franco
    23/04/2020

    Dubito che il governo italiano abbia l’intelligenza per capire le belle parole del CT Cassani

  • Greco giovanni
    23/04/2020

    Non intendo certo criticare l’operato di questo governo, nessun governo al mondo era preparato a tutto ciò, per quanto comunque, ritengo che siano poche le cose fatte bene dal nostro; ciò scritto, era necessari il lookdown, magari fatto prima, ma ormai, è durato troppo. Come medico peraltro anestesista rianimatore, quindi coinvolto forse più di altri, penso che, recludere a casa in questo modo, non porti alcun reale beneficio, in questo momento. Ormai abbiamo capito che, allo stato attuale della pandemia, il contagio è maggiormente rappresentato in focolai domestici. Erano altre le misure da intraprendere prima. Ad ogni modo, lo sport, con le dovute cautele, oltre che, non essere un pericolo, sicuramente rappresenta uno sfogo, un mezzo per rilassare, un modo di ricaricarsi per poi tornare in terapia intensiva, nel mio caso. Ormai è una vita, da due mesi, fatta di sofferenza, pericolo e noia tornato a casa. Spero presto ci libertino da questa prigionia, spero presto di poter tornare a pedalare, per ritrovare quel minimo entusiasmo nell’affrontare ancora questo flagello.

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