C’è un punto esatto, nel sud di Israele, dove la strada smette quasi di somigliare a una strada e diventa un filo sottile teso tra cielo e deserto. È lì che comincia uno dei viaggi in bicicletta più intensi del Medio Oriente, un percorso che taglia il cuore del Negev fino a raggiungere il punto più basso della Terra: il Mar Morto, quattrocentoventotto metri sotto il livello del mare, dove l’acqua non permette a nulla di vivere.
Si parte da Mitzpe Ramon, affacciata sul Makhtesh Ramon, un cratere di erosione così enorme che sembra caduto lì da un altro pianeta piuttosto che essere stato scavato dal tempo. Pedalando verso est si incontra Sde Boker, dove visse David Ben-Gurion, il padre fondatore dello Stato di Israele, un nome che da solo racconta quanto questa terra sappia essere giovane e antichissima nello stesso respiro. Poco più avanti riemergono gli avamposti nabatei di Mamshit, Avdat e Shivta, città color dell’oro che parlano ancora della civiltà che dominava le rotte dell’incenso ben prima dell’era cristiana.
Il tracciato entra poi nel deserto di Zin, dove l’oasi di En Avdat concede una tregua tra pareti di roccia levigate nei millenni dall’acqua, uno dei tratti che chi ama la mountain bike ricorda come il più esigente dell’intero viaggio. Il colore del paesaggio cambia quasi a ogni pedalata, tra rocce color ocra, canyon che si spalancano senza preavviso, e un silenzio così denso da trasformare ogni chilometro in qualcosa di quasi religioso, distantissimo dal frastuono delle città costiere.
Poi arrivano gli ultimi chilometri, quelli che nessuno dimentica. Una discesa lenta sotto il livello del mare, montagne sempre più aspre, luce che si fa quasi accecante. E all’improvviso eccola: una distesa d’acqua argentea, ferma, quasi finta. Arrivare fin qui in bicicletta ha del clamoroso, non per lo sforzo tecnico richiesto, ma per il contrasto puro che regala: dopo giorni di sabbia e silenzio, il corpo trova riposo nel galleggiamento più famoso del pianeta, sospeso in un’acqua troppo salata perché qualcosa possa mai viverci dentro.











