Da Pittsburgh a Washington senza mai incontrare un’auto, grazie a un treno che non esiste più e a un canale abbandonato da un secolo

Immagina una strada di cinquecento chilometri dove non serve mai guardare lo specchietto retrovisore, perché semplicemente non esiste. È quello che offrono insieme la Great Allegheny Passage e il C&O Canal Towpath, due infrastrutture nate per ragioni completamente diverse e oggi fuse in un solo corridoio ciclabile tra Pittsburgh e la capitale degli Stati Uniti.

La prima era una ferrovia, costruita per portare carbone giù dalle montagne dell’Allegheny. Il secondo era un canale, scavato a mano nell’Ottocento per far scivolare chiatte lungo il fiume Potomac. Entrambi hanno smesso di funzionare per decenni. Entrambi, oggi, funzionano meglio che mai, ma per un pubblico che non trasporta più merci, pedala e basta.

Il conto totale si ferma intorno ai 539 chilometri. Circa 240 appartengono alla Great Allegheny Passage, il tratto più settentrionale, mentre gli altri 297 corrono lungo il C&O Canal fino a Washington. Il punto di passaggio tra le due anime del percorso è Cumberland, nel Maryland, dove il fondo cambia sotto le ruote quasi senza preavviso.

Sulla Great Allegheny Passage si pedala su un’eredità ferroviaria pensata per non stancare mai troppo. Le vecchie linee industriali odiavano le pendenze ripide, e quella pigrizia ottocentesca oggi è un regalo per chi va in bicicletta. Viadotti sospesi nel vuoto, gallerie riaperte solo di recente, il fiume Youghiogheny che scorre parallelo per chilometri, un paesaggio che cambia continuamente senza mai far salire la fatica.

A Cumberland la strada smette di essere ferrovia e diventa argine di canale. Il fondo si fa più sterrato, meno regolare, ma racconta una storia altrettanto densa. Undici acquedotti storici, un tunnel di quasi un chilometro rivestito da milioni di mattoni scavato per evitare una curva troppo larga del fiume, e il Potomac che accompagna silenzioso fino ai margini di Washington.

Sette giorni bastano, in media, per completare l’intero percorso, con tappe che raramente superano i cento chilometri. Alla fine c’è la capitale, con i suoi parchi dedicati alla Guerra Civile, e la possibilità, per chi non vuole rifare la strada al contrario, di caricare bici e bagagli su un treno Amtrak diretto a Pittsburgh. Un’ultima ironia, per un viaggio nato proprio grazie a una ferrovia che ha smesso di esistere.