Chiudete gli occhi e immaginate. Un fiume enorme vi accompagna per giorni, sempre in leggera discesa. Castelli in rovina vegliano dalle colline, le abbazie brillano al sole, le vigne scendono fino all’acqua. Non è un sogno, è la ciclabile del Danubio tra Passau e Vienna.
Qui la geografia gioca dalla vostra parte. Si parte da circa 300 metri di quota e si arriva a 158. In mezzo ci sono 317 chilometri in cui le gambe lavorano, ma il cuore si riposa. È una delle rare avventure in cui la fatica non ruba mai la scena al paesaggio.
Passau vi saluta con uno spettacolo di colori. Il Danubio, l’Inn e l’Ilz si incontrano sotto le cupole barocche, ognuno con una tinta diversa. Per un tratto scorrono affiancati, come se esitassero a mescolarsi. Voi invece non esiterete, e in pochi chilometri sarete in Austria.
Poi il fiume vi prepara il primo colpo di teatro. Si infila tra pareti coperte di boschi, gira, e torna quasi indietro su se stesso. È la Schlögener Schlinge, e gli austriaci la chiamano il loro Grand Canyon. Qui nessuno riesce a non fermarsi per una foto.
Dopo giorni di boschi, Linz arriva come una scossa elettrica. Capitale europea della cultura nel 2009, accende di notte le facciate dei suoi musei sul lungofiume. Una birra in riva al Danubio e le gambe tornano nuove. Domani il fiume vi aspetta di nuovo.
La valle torna a stringersi. Lo Strudengau taglia la roccia, là dove un tempo i barcaioli pregavano prima di passare. Oggi le sue acque sono calme e i borghi come Grein sembrano disegnati. Più avanti inizia la terra dei Nibelunghi, dove epica e realtà si confondono.
Ed ecco Melk. L’abbazia benedettina si accende d’oro sopra il fiume e vi toglie il fiato ancora prima della salita. Da qui parte la Wachau, 36 chilometri che valgono da soli il viaggio. Dal 2000 è patrimonio UNESCO, e basta un’occhiata per capire il perché.
Nella Wachau il paesaggio si beve. Le vigne salgono in terrazze vertiginose e regalano Riesling e Grüner Veltliner tra i migliori d’Austria. Nelle cantine sentirete parlare di Steinfeder, Federspiel e Smaragd, i nomi con cui la valle classifica i suoi vini. In primavera, poi, gli albicocchi fioriscono e tutto diventa bianco.
A Dürnstein la storia si fa romanzo. Nel XII secolo il castello sopra il paese tenne prigioniero Riccardo Cuor di Leone. La leggenda racconta che il suo fedele menestrello Blondel lo ritrovò cantando sotto le mura. Salite fino alle rovine e provate a immaginare quella voce nel vento.
Qui potete anche cambiare idea, e sponda, quando volete. La ciclabile corre su entrambe le rive e piccoli traghetti fanno la spola tra Spitz e Arnsdorf o tra Rossatzbach e Dürnstein. Pochi minuti sull’acqua, la bici appoggiata al parapetto, il fiume che scorre sotto i piedi. Sono i momenti che ricorderete di più.
Dopo Krems la valle si spalanca e la pianura prende il sopravvento. Da Tulln mancano circa 38 chilometri alla meta. Vienna si avvicina in punta di piedi, prima i parchi, poi i tetti, poi le torri. E quando finalmente arrivate, il primo pensiero è già tornare indietro.
Partite tra maggio e settembre. Lungo la strada troverete ovunque alloggi, officine e trattorie abituate ai ciclisti. Sette tappe da una cinquantina di chilometri bastano, ma con l’e-bike potete anche accorciare i giorni. Il Danubio non ha fretta, e dopo pochi chilometri non l’avrete più nemmeno voi.











