C’è un fiume in Valle d’Aosta che accompagna i ciclisti quasi senza mai alzare la voce. È la Dora Baltea, e la ciclabile che ne segue il corso collega Aosta a Saint Vincent per un percorso di andata e ritorno di ottanta chilometri, quasi interamente su pista protetta e strade a basso traffico. Una regione che vanta oltre mille chilometri di rete cicloturistica, eppure resta ancora sorprendentemente meno battuta di altre mete alpine più celebrate.
Il viaggio parte dalla stazione ferroviaria di Aosta, comoda per chi arriva senza auto, e costeggia inizialmente i binari della ferrovia per circa un chilometro prima di immettersi sulla pista che segue il fiume verso valle. Il fondo resta quasi sempre asfaltato, le pendenze minime, e la separazione dal traffico automobilistico pressoché totale per l’intero tragitto. Un dettaglio che rende questo itinerario adatto a chiunque abbia un minimo di allenamento, senza distinzioni di età o esperienza pregressa.
Pedalando si attraversano paesaggi che cambiano registro con calma. Fondovalle coltivati, vigneti terrazzati, castelli medievali che spuntano tra i pendii, montagne che restano sempre sullo sfondo come una cornice naturale mai invadente. Saint Vincent accoglie i ciclisti con il proprio centro storico, il celebre casinò e le terme, mentre chi preferisce evitare il ritorno in sella può caricare la bicicletta su un treno dalla vicina stazione di Chatillon-Saint Vincent.
Chi cerca invece una sfida più seria può usare questo tratto di fondovalle come base di partenza per una deviazione verso il Colle del Gran San Bernardo, uno dei grandi valichi alpini della regione, percorribile da giugno a settembre quando la neve lascia finalmente libera la strada. Sono oltre trentacinque chilometri di salita continua, con pendenze che raramente superano il dieci per cento ma che si allungano a lungo, fino ad arrivare in quota accanto all’antico ospizio e all’Arco di Augusto. Un modo semplice per trasformare una pedalata di fondovalle rilassata in un’autentica traversata alpina, senza mai allontanarsi troppo dal filo d’acqua della Dora Baltea, che continua a scorrere silenzioso verso il Piemonte.











