Nessuno pensa mai ai parafanghi. Poi arriva il primo vero acquazzone, la schiena si inzuppa, il fango risale fino al collo con un’ostinazione quasi personale, e proprio in quel momento diventa chiarissimo perché questo accessorio, così spesso liquidato come superfluo, meriti invece un posto d’onore nella lista di prima partenza. Il suo compito non è solo tenere puliti i vestiti: impedisce ad acqua e detriti di infiltrarsi nei componenti più delicati della bicicletta, dal movimento centrale ai cuscinetti, prevenendo una ruggine che si presenta sempre puntuale, con qualche settimana di colpevole ritardo.
La prima decisione riguarda quanto proteggersi davvero. I parafanghi completi, quelli che abbracciano la ruota fino quasi a sfiorare l’asfalto, offrono la copertura massima e restano la scelta naturale per chi fa cicloturismo sul serio. Chiedono però occhielli filettati preesistenti su forcellini e forcella, un dettaglio da controllare sempre prima di comprare, anche se esistono adattatori pensati proprio per i telai che ne sono sprovvisti. I modelli più corti, tipici della mountain bike, rinunciano a un po’ di copertura in cambio di leggerezza e del vantaggio di non intasarsi di fango sui tratti più sconnessi.
Le misure contano quanto la forma, forse anche di più. Il diametro del parafango deve corrispondere a quello della ruota, leggibile sul copertone appena prima della x, con formati che vanno tipicamente dai ventisei ai ventinove pollici. E la larghezza segue una regola semplice, quasi banale eppure spesso ignorata: più largo è il copertone, più largo dovrà essere il parafango scelto, altrimenti la gomma finisce per sfregare a ogni giro di ruota, un errore in cui cade chiunque passi a pneumatici più generosi dimenticandosi di aggiornare anche questo dettaglio.
Il punto di fissaggio cambia in base alla posizione. Davanti, il parafango si aggancia al fondo della forcella o al tubo sterzo; dietro, trova sostegno sui foderi, sull’asse della ruota o sui binari della sella, un’opzione preziosa per chi non ha occhielli dedicati sul telaio. Alluminio o plastica, il risultato funzionale cambia poco. Quello che conta davvero è scegliere la misura giusta e verificarla prima di partire, così da montarlo una volta sola e non pensarci mai più, esattamente come dovrebbe comportarsi un buon accessorio: presente quando serve, invisibile per il resto del tempo.











