C’è un rumore che ogni ciclista impara presto a riconoscere e a temere: la catena che struscia contro la gabbia del deragliatore, un ticchettio metallico che torna a ogni giro di pedivella come un promemoria fastidioso. Nella maggior parte dei casi non serve un meccanico per farlo sparire. Bastano dieci minuti, un cacciavite, una chiave a stella, e la pazienza di imparare a leggere il linguaggio silenzioso di due piccole viti.
Prima di girare qualsiasi registro, però, conviene guardare bene. Con la bici fissata su un cavalletto, o semplicemente appoggiata dritta a un muro, si osserva la gabbia posteriore da dietro: se appare storta o inclinata verso la ruota, è quasi certamente il ricordo di una caduta o di un urto preso male, e in quel caso nessuna vite risolverà davvero le cose. Serve raddrizzarla, oppure sostituirla senza troppi rimpianti.
Superato questo controllo, entrano in scena le due viti di fine corsa, marcate H e L su quasi ogni gruppo Shimano o SRAM. La H, high, limita quanto il deragliatore può spingersi verso il pignone più piccolo, quello della marcia più dura. La L, low, fa lo stesso lavoro all’estremo opposto, verso il pignone più grande. Si comincia sempre con la catena sul pignone più piccolo, ruotando la vite H finché la puleggia guida superiore non si allinea perfettamente con quel pignone, senza esagerare con la forza.
Sistemati i due limiti, resta da regolare la tensione del cavo, il vero regista silenzioso di ogni cambiata. Se il deragliatore fatica a salire verso i pignoni più grandi, il cavo è probabilmente troppo lento, e va tesato appena un poco. Se invece la catena scavalca il pignone più grande producendo un rumore stridulo, la tensione è eccessiva, e va allentata di conseguenza. L’ultimo consiglio, prezioso soprattutto per chi lo fa la prima volta, è provare ogni singola marcia con un breve giro prima di dichiarare concluso il lavoro: se la catena continua a saltare nonostante tutto, forse il colpevole non è più il deragliatore, ma la trasmissione stessa, catena o cassetta pignoni ormai consumati, un controllo che conviene sempre fare prima di partire per un lungo cicloviaggio.











