La Via Silente

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La Via Silente





1° tappa: Castelnuovo Cilento – Pollica

Castelnuovo Cilento – Acquavella – Stella Cilento – Galdo Cilento – Pollica: 38 km

La tappa, nel suo complesso non presenta grosse difficoltà. Dopo circa 11 km dalla partenza si comincia salire su un tratto collinare con pendenza inferiore al 5%. La prima sosta si può fare ad Acquavella pre poi proseguire in direzione di Stella Cilento (386 m s.l.m) alle pendici del monte omonimo. Di qui si prosegue il viaggio sulla SP77, al primo incrocio ci si immette sulla SP15C, e si prosegue in direzione di Galdo Cilento, qui un’altra sosta è d’obbligo. La tappa si conclude poi a Pollica, borgo situato sulle pendici meridionali del Monte Stella (1131m s.l.m) ed affacciato sullo splendido mare di Acciaroli.

2° tappa: Pollica – Vatolla

Pollica – Acciaroli – Agnone – Ogliastra Marina – Castellabate – Perdifumo – Mercato Cilento – Vatolla: 50 km

Dall’abitato di Pollica si raggiunge la costa in breve tempo. La strada, tutta in discesa, è ricca di curve ed arriva al mare dopo circa 8 km, attraversando terrazzamenti coltivati ad olivo. Raggiunta la RS267 vi ritroverete con il piccolo paese di Pioppi alle spalle, raggiungibile in un paio di minuti e ideale per una breve sosta prima di ripartire alla volta di Acciaroli.
Sorto come suggestivo borgo di pescatori, Acciaroli è diventato oggi conosciuta come località turistica balneare di rilevanza nazionale. Da qui, senza allontanarsi mai dalla costa, si raggiungono Agnone e poi Ogliastro Marina. Superato il paese si imbocca un sentiero di circa 8 km che attraversa lo splendido bosco di pini d’Aleppo all’intero del Parco Nazionale del Cilento.
Subito dopo l’abitato di San Marco di Castellabate, si abbandona la costa per addentrarsi nel cuore del Cilento. Ora tocca far forza sui pedali per affrontare il primo importante dislivello della Via Silente, quello che ci permetterà di raggiungere Castellabate. Vale assolutamente la pena di fermarsi a visitare il borgo e soprattutto il suo castello, costruito nel 1123 per volontà di Costabile Genticolore, quarto abate della Badia di Cava.
Lasciato Castellabate si sale sui rilievi collinari fino al paesino di Perdifumo, superato il quale si attraversa Mercato Cilento e si raggiunge Vatolla, punto d’arrivo di questa tappa.

3° tappa: Vatolla – Cicerale

Vatolla – Mercato Cilento – Rocca Cilento – Torchiara  – Ogliastro Cilento – Finocchito – Monte Cicerale – Cicerale: 26 km

Da Vatolla si procede per Mercato Cilento da cui, tramite un lungo sterrato che parte dal Convento del Carmine, si arriva a Rocca Cilento. Quindi si scende a Torchiara, bel centro adagiato su di un panoramico crinale e si prosegue sulla Statale 18 fino a quando, poco prima di raggiungere Ogliastro Cilento, si imbocca una stradina sulla destra che ci condurrà al paesino di Finocchito e di qui  a Monte Cicerale e poi a Cicerale, dove termina la tappa.
Questo itinerario lambisce l’invaso più grande dell’intero territorio del Cilento e del Vallo di Diano, la Diga dell’Alento, attorno alla quale si estende l’Oasi Fiume Alento, frequenta dagli appassionati di birdwatching.

4° tappa: Cicerale – Felitto

Cicerale – Trentinara – Magliano Vetere – Felitto: 46 km

Lasciato l’abitato di Cicerale, ci si dirige verso Trentinara, posto su un costone roccioso a picco sulla sottostante Valle del Sele. Proprio per la sua posizione (606 m s.l.m.), Trentinara è conosciuta come la “terrazza del Cilento”: lo sguardo sapazia dalla Costiera Amalfitana fino a Punta Campanella e Capri. Da Trentinara a Magliano Vetere si affronta un tratto di dolci saliscendi senza bruschi cambiamenti di pendenza. Percorrendo la SP13b si fa tappa a Stio, dotata di un centro storico tra i più belli della Via Silente. Uscendo dall’abitato, si ritorna verso le campagne di Magliano Nuovo, dove  una discesa su fondo sterrato ci condurrà sulle rive del Fiume Calore; da qui, su una strada costeggiata da grandi querce, si raggiunge un bellissimo ponte trecentesco. Passato il ponte, il percorso si allontana dal fiume e riprende su una comoda strada secondaria, che conduce in località Remolino, ai piedi del costone del paese di Felitto.

5° Felitto – Petina

Felitto – Castel San Lorenzo – Controne – Postiglione – Petina: 57 km

Ripartendo dalle Gole di Felitto si supera Castel San Lorenzo e quindi  l’abitato di Roccadaspide, dominato dal compatto Castello Filomarino. Proseguendosi arriva a scorgere lo scenografico borgo di Castelcivita, sotto il cui costone si aprono le famose Grotte di Castelcivita. L’itinerario non attraversa il paese ma riprendete direttamente la strada verso Controne. Da qui seguendo le indicazioni stradali per il cimitero, una strada secondaria risale i fianchi dei Monti Alburni fino a Postiglione, sede di un bellissimo castello medievale. La strada si sale in maniera ripida per poco più di un chilometro, dopodiché diviene più lieve. Pochi km dopo ci si ritrova di nuovo sulla strada principale. All’incrocio di Scorzo si prosegue in direzione di Sicignano degli Alburni. Da qui e lungo tutto il percorso sino a Petina la vista è dominata dal paesaggio dei Monti Alburni. Passando per Sicignano, si nota subito il suo antico castello, scenograficamente posto sulla cima di un colle a guardia della valle sottostante. Continuando, attraversando numerosi e bei tratti ombreggiati, si giungerà infine a Petina.

6° tappa: Petina – Roscigno

Petina – Casone Aresta – Sant’Angelo a Fasanella – Corleto Monforte – Roscigno: 29 km

Da Petina si seguono le indicazioni per l’osservatorio astronomico del Casone Aresta che si raggiunge dopo una salita all’interno di un fitto bosco di castagni. Superato il Casone dell’Aresta, un sentiero si defila dal percorso principale per risalire il rilievo di Costa Palomba (1125 m), sulla cui sommità è l’Antece, scultura intagliata in un masso ritraente un guerriero ad altezza naturale, vestito con un chitone e armato di clava e di scudo.
Da qui la strada prosegue tutta discesa fino a Sant’Angelo a Fasanella dove ci attende l’ennesima meraviglia di questo percorso: la Grotta di San Michele Arcangelo accessibile attraverso un portale tardoquattrocentesco. Allontanandoci da Sant’Angelo si passa per Corleto Monforte. A questo punto mancano solo una decina di chilometri alla meta di questa giornata, il paese di Roscigno. Il borgo originale si trova leggermente più a valle del paese moderno ed è completamente abbandonato. Trascorrere qui la notte è una delle più suggestive esperienze di tutto il viaggio.

 

7° tappa: Roscigno – Teggiano

Roscigno – Sacco – Teggiano: 30km

Da Roscigno nuovo ci si dirige ora verso l’abitato di Sacco. Dopo poco più di tre km si attraversa uno dei ponti a singola arcata più alti d’Europa: 170 mt sopra il fiume Sammaro!  Da Sacco comincia una salita di circa 10 km che ci porterà fino a 1.022 mt di altezza da dove sarà possibile ammirare lo spettacolo della Via Silente che corre tra il boscoso monte Motola a sinistra (1700 mt) e il frastagliato profilo del Cocuzzo delle Puglie a destra (1428 mt). Raggiunta la sommità guardando in basso si scorge l’abitato di Teggiano, si raggiungerà quindi il paese con una tranquilla discesa nel verde.

8° tappa: Teggiano – Sanza

Teggiano – Padula – Arenabianca – Montesano – Buonabitacolo – Sanza: 40 km

Da Teggiano alla Certosa di San Lorenzo a Padula il tragitto è breve. Una volta arriva una visita alla Certosa è d’obbligo: costruita tra i secoli XVII e XVIII in stile barocco, oggi è Patrimonio UNESCO. Lasciando Padula si evita gran parte della trafficata SS19 dirigendosi verso Arenabianca e da lì scendendo a Montesano Scalo. Qui si attraversa rapidamente la SS19 immettendosi su di una strada secondaria che arriva alla rotonda dove si seguono le indicazioni per il paesino di Buonabitacolo. Ancora alcuni chilometri e si raggiungerà il comune di Sanza, meta finale della tappa.

9° tappa: Sanza – Monte Cervati – Sanza

Sanza – Monte Cervati – Sanza: 57 km

Questa è una tappa opzionale della Via Silente. Il Monte Cervati è spettacolare, ma si devono affrontare 24 km in salita di cui 7 su asfalto e 17 su sterrata, con l’ultimo tratto da fare a piedi trascinando la bici.  A 1.100 metri di altitudine, in località Colle del Pero, si incontra un cartello che vi indicherà l’Affondatore di Vallivona; seguire l’indicazione vi porterà momentaneamente fuori percorso, ma in 10 minuti raggiungerete l’imbocco di una galleria lunga circa 400 metri. Per attraversarla a piedi sarà indispensabile l’uso di una torcia per la totale mancanza di luce al suo interno e l’uso di scarpe con suola antiscivolo. Alla fine del tunnel sbucherete nell’inghiottitoio un cratere alto 100 metri. Riattraversando la galleria al contrario si ritorna sullo stradone per raggiungere la cima del monte e il Santuario della Madonna della Neve.

10° tappa: Sanza – Casaletto Spartano

Sanza – Sicilì – Morigerati – Casaletto Spartano: 41 km

Ad appena 15 km da Sanza si trova Caselle in Pittari e proseguendo verso sud, lungo la vecchia SS517 fino al bivio con la SP210, si arriva al paesino di Sicilì. Circa un chilometro dopo il centro abitato il percorso passa su un ponte sopra il fiume Bussento. Può essere utile fermarsi qui per una breve sosta prima di affrontare la salita piuttosto lunga fino a Morigerati. Qui si trova una delle are verdi più belle della Via Silente: l’Oasi WWF delle Grotte del Bussento. Lasciando Morigerati da nord si risale la strada fino al bivio con la SP16 girando a destra per Casaletto Spartano. Appena fuori dal paese, sulle sponde del Rio Casaletto (o Torrente Bussentino) si può assistere allo spettacolo dei “Capelli di Venere”, una singolare piccola cascata creata dallo scorrere dell’acqua di una sorgente su una folta cortina di muschi. Alla fine della giornata.

11° tappa: Casaletto Spartano – San Giovanni a Piro

Casaletto Spartano – Tortorella – Santa Marina – Policastro Bussentino – Scario – Bosco – San Giovanni a Piro: 40 km

Partendo da Casaletto Spartano si prosegue verso Tortorella, centro abbarbicato su di un formidabile costone sovrastante il Rio Casaletto. Alla piccola rotonda sotto il paese, si prende la strada più stretta, che scende sulla destra attraversando lunghi tratti boscosi fino ad arrivare ad un incrocio tra diverse strade. Sulla destra vi è un’altra discesa più stretta, che, dopo circa 2km, s’innesta sulla SP210. All’innesto, proseguite diritto (direzione sud) per circa 600mt fino ad un secondo innesto. La Via più Silente è prosegue poi sulla destra in direzione Santa Marina. Il percorso scende quindi verso Policastro Bussentino e in molti scorci appare il lontananza il Monte Bulgheria, dal brullo profilo apparentemente piramidale. Da Policastro, passati sotto la ferrovia, si prosegue in direzione di Scario, uno dei borghi più belli e rinomati del Cilento. Prima di riprendere il cammino conviene fare qui una breve sosta. La strada continua in leggera salita per 7 km, fino al paesino di Bosco. Visitato il borgo si torn indietro al bivio precedente per riprendere la SS562 sino San Giovanni a Piro, dove si conclude la tappa.

12° tappa: San Giovanni a Piro – Palinuro

San Giovanni a Piro – Marina di Camerota – Palinuro: 27 km

Da San Giovanni a Piro si raggiungono facilmente Marina di Camerota, premiata da Legambiente nel 2013 e nel 2014 per la spiaggia più bella d’Italia e Palinuro, con le sue splendide grotte, l’arco naturale e le lunghe spiagge di sabbia fine. Nel periodo estivo e in particolare in Agosto, questo tratto di Via Silente è particolarmente affollato grazie ai numerosi locali che richiamano ragazzi da ogni parte d’Italia. La vera attrazione di questi luoghi è la natura: Baia degli Infreschi è solo una delle splendide spiaggette di questo pezzo di costa tirrenica. Raggiungibile via mare o con un trekking attraverso la profumatissima macchia mediterranea, la baia si presenta come insenatura ad arco delimitata da scogliere rocciose, lambite da un mare limpidissimo dalle tonalità cangianti. Ed ancora, Capo Palinuro, proteso nel mare come un’immensa nave di roccia. Alla sommità del promontorio, il moderno faro, fondamentale riferimento per le imbarcazioni che solcano queste acque. Nato come piccolo porto di pescatori in una conca ai piedi del Capo, Palinuro è oggi una rinomata meta per i turisti.

13° tappa: Palinuro – Ceraso

Palinuro – Pisciotta – Rodio – Catona – Santa Barbara – Ceraso: 38 km

Da Palinuro il percorso riprende correre nell’interno. Si incontra innanzitutto l’incantevole Pisciotta, situato a mezzacosta, su di un’altura dominata dal grande Palazzo Marchesale. Dopodiché si attraversa Rodio. Un’impegnativa salita che scollina nei pressi di un bivio ci conduce poi lontano dal paese in direzione di Catona. Superata Catona, si continua per Terradura ma ancor prima di raggiungere il paese, la Via Silente gira a destra e risale fino al paesino di Santa Barbara. Pochi chilometri ancora e si è a Ceraso, comune in cui si conclude la tappa.

14° tappa: Ceraso – Monte Gelbison

Ceraso – Novi Velia – Monte Gelbison: 21 km

Dopo la vetta del Monte Cervati, quella del Monte Gelbison è il secondo punto più alto della Via Silente: 1705 metri slm. La scalata al monte comincia dopo una decina di chilometri dalla partenza da Ceraso, in corrispondenza dell’abitato di Novi Velia. Dato il forte dislivello la vegetazione cambia velocemente. Sulla cima si trova il Santuario della Madonna del Monte Sacro di Novi Velia, antico luogo sacro.

15° tappa: Monte Gelbison – Castelnuovo Cilento

Monte Gelbison – Novi Velia – Cannalonga – Moio della Civitella – Gioi – Piano Vetrale – Omignano Scalo – Vallo Scalo – Castelnuovo Cilento: 55 km

Si scende dal Monte Gelbison di prima mattina così da arrivare presto a Novi Velia. Da qui ci si sposta in direzione di Cannalonga. Si prosegue poi per Moio della Civitella verso la sua frazione di Pellare. Il percorso prosegue ora in direzione di Gioi e Piano Vetrale, centro noto per i numerosi murales e per aver dato i natali al maggior artista del Cilento, Paolo De Matteis. Si abbandona l’abitato attraverso una bella discesa sino alla valle sottostante, dove un lungo rettilineo ci ricondurrà di nuovo nella Piana dell’Alento, all’altezza di Omignano Scalo. Attraversiamo il paese e raggiungete prima Vallo Scalo e poi Castelnuovo Cilento, da dove è iniziata l’avventura sulla Via Silente.

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