Author: Vivaldo Lleshi

Mi chiamo Vivaldo, ma per gli amici Aldo. Sono uno studente universitario che ha superato i vent'anni. Come potete dedurre dal nome, non sono italiano, ma sono nato in Albania. All'età di 7 anni mi sono trasferito in Italia con i miei genitori. Avendo come passione l'elettronica (fin da piccolo smontavo qualsiasi tipo di apparecchio elettronico, a discapito dei miei genitori), ho scelto un istituto tecnico industriale per gli studi delle scuole superiori. Tutt'ora mi diverto a smontare e a creare nuovi apparecchi, come barche telecomandate oppure la realizzazione di carrelli trainati dalla bicicletta. Ecco, proprio quest'ultima è diventata una mia passione. E'una passione scoperta recentemente, perché fin da piccolo ho sempre praticato diversi e numerosi sport, come Calcio, Basket, Nuoto, Snowboard, Atletica e come ultima Arti Marziali, in particolare Ju-Jitsu. Ju-Jitsu è una disciplina unica, senza eguali. Per mia fortuna ho avuto modo di conoscere un grande Maestro. Il suo nome è Raffaele Starace che guida la Ryugin Jujitsu. Il Maestro mi ha accolto all'interno di questa palestra, che sarebbe il caso di chiamarla Grande Famiglia. Una Famiglia molto numerosa, ma che all'interno tutti si vogliono bene e se possibile si danno una mano. Altro che famiglia della Mulino Bianco. Comunque, tornando alla passione per la bicicletta, è nata dopo aver visto un documentario. Avevo visto le avventure di questo ragazzo che stava girando il Sudafrica in tandem. Allora mi son detto, se può farlo anche lui, perché non farlo anche io? Allora decisi che avrei cominciato le cose in piccolo. Assieme al mio migliore amico Gentjan, decisimo di costruire un carretto da attaccare alla bicicletta per trasportare tenda, sacchi a pelo e i viveri. Lo costruimmo con qualsiasi pezzo che trovai in garage e come ruote, usai quelle di una bicicletta per bambini. Il carrello non fu neanche collaudato, perché bisognava subito partire. La tratta fu Codroipo-Lignano circa 45 km, e il carrello risultò di una instabilità mostruosa. Si capovolto addirittura due volte. Ma alla fine riuscimmo ad arrivare a destinazione, e a ritornare a casa, stremati ma fieri. L'esperienza mi colpì così tanto che mi invogliò a ripetere altri due viaggi simili. Codroipo-Jesolo e Codroipo-Austria. Poi, nel ottobre del 2014 un fulmine a ciel sereno. Mi venne diagnosticato un cancro al testicolo, il quale era passato ai polmoni. Il tipo che mi venne diagnosticato, è raro, ma in linea con la mia fascia d'età. Ci vollero due interventi e 4 cicli di chemioterapia. Nel mondo dello sport, ci sono alcuni esempi, come Ivan Basso (ciclista), ..., Al tempo non sapevo a chi rivolgermi, non conoscevo nessuno che aveva dovuto affrontarlo. Però sapevo che avevo alte probabilità di guarigione. Questo era quello che mi bastava sapere. Le operazioni in fin dei conti sono state solo dolore fisico che con qualche antidolorifico, veniva alleviato, ma la chemioterapia è tutt'altra cosa. Non è solo dolore fisico, ma anche dolore emotivo che provochi ai tuoi cari. Solo chi ha avuto un caro colpito da questa malattia o che è stato colpito in prima persona, può realmente capire quello che si prova. In questa pagina non voglio parlarvi dei vari tipi di dolori che si provano, perchè vi basta fare una ricerca su Wikipedia per capire le controindicazioni. Voglio invece parlarvi di Positività! Di quella Positività e quella forza che io ho trovato. Il reale motivo della realizzazione di questa pagina Web, è quella di far conoscere la mia storia, sempre che piaccia, e che sia una storia di incoraggiamento per quelle persone che hanno o che si stanno ritrovando ad affrontare sfide simili a quella che ho affrontato io. La paura è sempre quella che non si tornerà ad essere quelli di prima, ed è vero. Si cambia, si matura, si guarda la vita da un'altra prospettiva, ma si diventa anche più forti. Io ho avuto un grande sostegno da entrambe le due Famiglie. Quello della scuola di Arti Marziali e quello dei miei genitori. E sono questi sostegni che ti incoraggiano a reagire e a farti forza. Durante questo periodo sognavo, e non facevo altro che pensare a quando avrei finito i cicli. Contavo i giorni, come un bambino fa nel aspettare il giorno di Natale. E mentre questi giorni passavano, mi sono promesso di fare qualcosa di grande, per recuperare tutto il tempo che avevo passato a star fermo. Decisi di organizzare un nuovo viaggio in Bicicletta, ma questa volta in grande. Volevo fare il Giro d'Italia, visitando le più grandi e stupende città d'Italia. Per l'occasione decisi di sviluppare un'applicazione installabile sullo smartphone, che avrebbe fatto da tabella di marcia, navigatore e altre mille cose. Giorno dopo giorno avevo la testa occupata nel organizzare il viaggio, equipaggiare la bicicletta, e sviluppare l'applicazione. E' davvero importante tenere la mente occupata, preferibilmente con progetti realizzabili una volta finito il ciclo. Bisogna essere motivati per combattere e resistere. Infine il 31 dicembre i 4 cicli intensi finirono, e i risultati erano più che positivi. Ero guarito con successo, ed ero pronto ad allenarmi per il viaggio. Mi allenavo il più possibile nelle arti marziali e nel fine settimana cercavo di fare sui 80 km in bicicletta. Dopo aver dato l'orale dell'esame di maturità, il giorno seguente, il 1° Luglio 2015 sono partito per il viaggio. Sono riuscito ad arrivare fino in Sicilia, poi per vari problemi tecnici e di tipo finanziario sono dovuto rientrare. Sono stati 15 giorni intensi e ricchi di avventura. Quest'anno ho deciso di fare un nuovo viaggio. Scozia-Italia. Alla fine basta avere buona volontà e un pizzico di follia. Tutto si può fare. Viaggi che per molte persone sono impensabili, possono essere fatti da chiunque, persino da persone che si sono ritrovate ad affrontare malattie simili. Quindi mettete da parte le scuse e mettetevi in viaggio. C'è un mondo immenso che vi aspetta là fuori. Ricordatevi, bisogna avere un sogno per poterlo realizzare, quindi prima sognate!

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